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Comune di Sommatino - Città delle Zolfare
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Storia del comune
Foto SOMMATINO OGGI. Sommatino è un centro agricolo della provincia di Caltanissetta da cui dista Km 25. Sommatino non conserva, come altri centri della 'Sicilia più fortunati veri tesori artistici; non può vantare resti archeologici della Civiltà Greca o Romana. Incerte le sue origini e inesistenti le vestigia storiche della sua fondazione. Sino agli anni sessanta poteva essere definito "il paese dello zolfo". Ma della miniera parleremo dopo. Il centro storico del paese è collocato attorno all'antico palazzo dei Principi di Trabia. Le vecchie costruzioni, addossate l'una all'altra, presentano quasi tutte un cortile (il tipico patio siciliano) da dove si dipartono le scale con la ringhiera in muratura che danno accesso all'interno delle abitazioni. Strette e ripide le stradine di questa parte del paese. Lungo il Corso Umberto si snodano i negozi principali, i caffè più frequentati, le sedi delle banche, il palazzo del Municipio, la Chiesa Madre. Punto ideale di ritrovo, il Corso è sempre affollato da giovani cha sostano sui marciapiedi, da persone che discutono a gruppi o che passeggiano placidamente. Dalla piazza, che è poi uno slargo del Corso, si snoda la via Roma che attraversa il paese sino all'imbocco della strada per Delia. Partendo dalla piazza, sul lato destro della via Roma è ubicata la piccola villa comunale che rappresenta l'unico spazio verde esistente all'interno del paese.
Foto NOTIZIE STORICHE Incerte sono le origini di Sommatino. Il primo dato ufficiale risale al 1583, quando fu censita con una popolazione di 533 abitanti, mentre non figurava nel precedente censimento del 1570. Inoltre dato che la chiesa più antica sembra sia stata eretta nel 1575, è lecito supporre che il paese sia sorto proprio intorno al 1570, sotto la signoria dei Lo Porto, nobile famiglia palermitana (altre datazioni antecedenti non sono suffragate da prove). Verso la metà del XVII° secolo, in seguito a successioni ereditarie, il territorio passò ai principi di Trabia che lo tennero fino alla prima metà di questo secolo, ma oramai limitato alle sole zolfare...Nel 1812 con la soppressione della Comarca di Naro e la divisione della Sicilia in ventitrè Distretti, il paese veniva incluso in quello (il 21°) di Caltanissetta. In seguito, con l'abolizione nel 1817 delle tre grandi Valli di Mazara, Demone, Noto e la ripartizione dell'Isola in sette Valli minori (Intendenze, poi Provincie), Sommatino veniva annessa alla Valle (e Distretto) di Caltanissetta.  Nel 1819, con la creazione dei Circondari, il paese, che allora contava 3200 abitanti, fu elevato a Capo-circondano di terza classe, comprendente anche il territorio di Delia. Col XVIII° secolo si iniziava lo sfruttamento razionale dei giacimenti zolfiferi che avrebbero fatto di Sommatino uno dei centri minerari più importanti dell'Isola. Nel settembre del 1820, durante la rivoluzione separatistica, vi fu di passaggio, al comando della sua 'guerriglia" (banda armata) il patriota carbonaro Gaetano Abela che "alleggerì" la cassa della locale prosegrezia (esattoria) di 113,6 onze per i bisogni degli 82 uomini della banda. Nel 1833 dieci salme del territorio del paese (relativamente poche rispetto ad altri comuni della valle) furono invase dalle cavallette che vi causarono notevoli danni. Nel 1844 il paese veniva staccato dalla diocesi agrigentina e assegnato a quella di Caltanissetta. Partecipò alla rivoluzione del '48 nominando un Comitato provvisorio di difesa e istituendo la Guardia Nazionale. Inoltre diciannove cittadini versarono al mutuo forzoso la complessiva e consistente cifra di circa 2000 onze. Invece neI 1860 Sommatino contribuì alla causa garibaldma con sole 50 onze, versate da nove cittadini. Però va rilevato che nel '48, al contrario del '60, la contribuzione era stata obbligatoria... Sembra anche che nel '60 alcuni volontari, dopo il proclama di Salemi, abbiano seguito Garibaldi fino a Milazzo... NeI 1867, dopo quella del 1837, il paese subiva un'altra epidemia colerica che vi causava 132 morti, risultando però uno dei comuni meno colpiti della provincia... Nel settembre del 1873 il Consiglio Provinciale approvava l'istallazione di un Ufficio telegrafico di terza classe. Nel luglio del 1883 la miniera Grande Trabia era funestata dalla più grave sciagura della sua storia con la morte di ben 36 minatori, di cui 11 sommatinesi. Per l'anno scolastico 1891-92 (abitanti 5383), su 386 alunni obbligati, gli iscritti furono 305 (136 maschi e 169 femmine) dei quali solo 100 maschi e 144 femmine frequentavano regolarmente. Ma per l'anno 1907-08 (abitanti circa ottomila) gli alunni iscritti furono 827; (più numerosi di quelli di oggi...). Gli anni a cavallo dei due secoli furono caratterizzati da agitazioni politiche (Fascio dei Lavoratori) e da scioperi, fra questi particolarmente aspro fu quello del settembre del 1901, quando il Governo, preoccupato, inviò di rinforzo al locale distaccamento militare altri cento soldati e trenta carabinieri... Finalmente dopo lungaggini e difficoltà, nel 1905 avveniva l'inaugurazione della condotta idrica di "Darfù", ancora operante. Nel maggio del 1910 avveniva la prima proiezione cinematografica, alla presenza di una cinquantina di spettatori, comprese le entrate... di favore. Nello stesso mese registriamo l'inaugurazione del servizio automobilistico Riesi-Canicattì e ritorno. "La vettura era elegantissima" e a dodici posti, dei quali quattro erano riservati a Sommatino, due a Delia e gli altri sei a Riesi. L'inaugurazione fu solenne e alla presenza di autorità politiche ed amministrative, con numeroso concorso di popolo, musica e bandiere. Il costo del biglietto per Canicattì (gennaio 1915) era di lire 2,70, e un chilo di pane di seconda qualità costava lire 0,40. La carne (maggio 1907) aveva i seguenti prezzi, al chilogrammo: manzo L. 2,20, filetto L. 2,40, vacca L. 1,80, maiale L. 1. Un bracciante agricolo guadagnava, quando lavorava, da L. 0,80 a L. 1,70 il giorno, e un operaio delle miniere, all'inizio del 1916, da L. 1,44 a L. 2,38. Nella Grande Guerra, Sommatino contribuì alla vittoria con 92 caduti. Tra il settembre il novembre del 1918 l'epidemia influenzale (la "spagnola") vi causava circa 200 morti (anche con una punta di 17 decessi in un giorno), creando pure problemi di sepoltura.... Si adeguò senza eccessivi entusiasmi (ad eccezione di pochi) all'avvento del fascismo, e le adesioni al nuovo regime, in genere, furono interessate... Nella guerra d'Etiopia i caduti furono 4, e nella Seconda guerra mondiale 52. lì dopoguerra fu contraddistinto dalla inevitabile crisi generale, aggravata da quella ormai irreversibile delle miniere di zolfo. Disoccupazione, dimostrazioni a volte violente, occupazione di terre, accentuazione del vecchio e triste fenomeno dell'emigrazione distinsero quegli anni. Ma il paese con la sua gran voglia di vivere e di lavorare seppe superare in poco tempo la crisi. Oggi nonostante sia travagliato da vari problemi, rimane uno dei più "vivibili" dell'isola.
Foto RESTI DI EPOCA PREISTORICA RITROVATI A SOMMATINO Andando indietro nel tempo, elementi che normalmente consideriamo delle costanti, come clima e morfologia del territorio (catene montuose ed oceani inclusi), diventano della variabili. Anche considerando gli ultimi milioni di anni di storia geologica di Sommatino, è facile rendersi conto dei profondi mutamenti ambientali che si sono succeduti in un lasso di tempo relativamente breve. Nelle decine di M.A. antecedenti gli ultimi due, la storia di questi luoghi è quasi tutta marina. Le ultime tracce di questa vita marina si trovano nelle areniti di Draffù, rappresentate da sedimenti di un mare, che, ritirandosi, andava divenendo via via più basso. L'età di questi sedimenti vanno da 2.13 a 1.79 MA; appartenenti all'ultimo scorcio dell'Era Terziaria (Pliocene); un'era in cui il clima era molto più caldo di quello attuale ed il numero di specie di animali e piante era notevolmente più elevato. Probabilmente sopra questi sedimenti ce ne saranno depositati altri di tipo marino più giovani, appartenenti al Pleistocene inferiore, ma l'erosione deve averli cancellati del tutto. Con il Pleistocene si è nell'Era Quaternaria in cui si ha una sensibile riduzioni delle temperature del pianeta e del numero di specie viventi. La traccia più antica finora nota, riguardante la continentalità di Sommatino, si trova al Museo Gemmellaro di Palermo ed è rappresentata da un frammento di zanna di elefante; questo reperto, trovato in una località ignota di Sommatino, è stato donato al Museo nei primi del '900 da un personaggio di cui si conosce solo il nome, probabilmente un viaggiatore che trovò tale reperto. Questo elefante, appartiene alla specie Elephas mnaidriensis; una specie di taglia ridotta confrontata con quelle che vivevano nell'italia continentale. Durante la penultima era glaciale (Riss), il Canale di Sicilia era facilmente attraversabile, perchè parte delle acque marine del pianeta furono inglobate negli enormi ghiacciai nordici, per cui il livello del mare divenne sensibilmente più basso. Approfittando di ciò, parecchi animali, tra cui l'elefante, arrivarono in Sicilia e molti di questi, soprattutto gli erbivori, ridussero la loro taglia o per la ristrettezza di cibo o per adattarsi all'ambiente boschivo. Gli altri animali di questa "associazione faunistica conosciuta in letteratura proprio con il nome di Fauna ad Elephas mnaidriensis, sono: Hippopotamus pentiandi, un ippopotamo diverso dalle specie attuali. Cervus elaphus siciliae, Bos primigenius siciIiae, Bison priscus sicillae, rispettivamente un cervo, un bavide ed un bisonte di taglia ridotta; Sus scrofa il cinghiale, Dama Dama; Crocull Crocuta spelea, la iena; Pantera leo spelea, il leone; Canis Iupus, il lupo; Ursus arctos, un orso poco più grande di quello bruno oggi estinto; Leithia melltensis, un ghiro. Questi animali si estinsero per una probabile desertificazione del territorio siciliano, lì ripopolamento si ebbe alla fine dell'ultima glaciazione (Wùrm), circa 11 mila anni fa, quando fece il suo esordio anche l'uomo.
Foto TOMBE RUPESTRI DI C.da OLIVELLA Le tombe presenti in c.da Olivella sono del tipo a "grotticella artificiale" o a "forno"; si presentano come delle piccole celle arrotondate solitamente a pianta ovoidale. Le prime tombe di questo tipo furono utilizzate per la prima volta durante l'antica età del bronzo (2300-1700 a.C.) e caratterizzano le necropoli siciliane per un lunghissimo periodo, infatti il tipo continua con le stesse caratteristiche per tutta l'età del bronzo (2300-1000 a.C.) e parte dell'età del ferro (1000-700 a.C.). Le "nostre tombe" furono scavate durante l'antica età del bronzo, come ci testimoniano alcuni frammenti ceramici ritrovati in loco, caratterizzata nelle nostre zone dalla cosiddetta "cultura castellucciana". Questa cultura prende nome dall'insediamento di Castelluccio, sito vicino Noto in provincia di Siracusa, scoperto dall'archeologo Paolo Orsi sul finire del secolo scorso. Le genti castellucciane erano dedite per lo più ad attività agro-pastorali, ma non mancano testimonianze di altre attività produttive, come l'estrazione della selce (vicino Noto) e secondo alcuni anche dello zolfo (nell'agrigentino). La cultura castellucciana ha avuto una lunga durata, probabilmente circa otto secoli. Queste genti, accanto ai loro villaggi, costituiti da piccole capanne a pianta ovale, scavavano nelle pareti di pietra calcarea numerose grotticelle adibite a sepoltura. Il corpo era posto all'interno della cavità in posizione fetale, accompagnato da diversi oggetti che fungevano da corredo, solitamente vasi ingobbiati in rosso e decorati in bruno e lame in selce o in ossidiana. Le sepolture come si può costatare non erano molto ricche poiché ancora siamo in presenza di un tipo di società molto semplice senza forti distinzioni basata solamente su un legame di tipo parentelare; probabilmente ogni villaggio era costituito da un gruppo familiare allargato. Le tombe erano chiuse o da una lastra in pietra oppure da pietrame misto a fango; le lastre a volte possono presentare delle decorazioni spiraliformi scolpite. Le tombe presenti in c.da Olivella sono state quasi integralmente spoliate in antico, anche se non è da escludersi la presenza di qualche tomba ancora intatta.
Foto I CORPI BANDISTICI, FIORE ALL'OCCHIELLO DI SOMMATINO La musica a Sommatino ha antiche tradizioni essendo stato il primo corpo bandistico fondato nel lontano marzo 1897, sotto la Presidenza onoraria del Principe di Trabia e quella effettiva del Cav. Giuseppe Chinnici, come risulta da un articolo apparso sul giornale "lì Corriere dell'Isola" dell'epoca. Fu ai primi anni del '900, sotto il patrocinio del Comune, che il corpo bandistico crebbe e fu molto richiesto nei paesi limitrofi. In quegli anni, durante tutto il periodo della mietitura, a Sommatino giungevano dei contadini provenienti da Modica, dove i lavori di mietitura venivano eseguiti qualche mese prima. Questi lavoratori stagionali, si sistemavano presso "Lu Bastiuni", e lì dormivano in attesa di essere presi a giornata. Durante tutto questo periodo, l'allora Sindaco Calogero Chinnici, a cui l'omonima piazzetta è stata dedicata, dava disposizione al maestro, che ogni domenica si suonasse in Piazza su un palco appositamente allestito, per allietare quei lavoratori venuti da lontano. Il primo maestro della neonata banda fu Eugenio Sanfilippo, che la diresse fino al luglio 1902, quando gli subentrò il maestro Luigi De Marco, ex direttore della banda municipale di Palazzolo Acreide, scelto tra molti candidati che avevano risposto all'avviso di concorso del Comune di Sommatino apparso sul "Giornale di Sicilia". La prima vera divisa i musicanti sommatinesi la ebbero nel luglio del 1904, quando si provvide all'acquisto, da una ditta di Barrafranca, delle stoffe per le divise, dei berretti, delle borse e degli altri accessori necessari. Sotto la guida del maestro De Marco la Banda, formata da 41 elementi, fece così enormi progressi, da essere richiesta in tutta la Sicilia, cosi che Sommatino ne acquistò fama. Il De Marco diresse la Banda fino all'ottobre 1905 quando gli successe il maestro Ernesto Marino, quindi nel 1910 il maestro Giuseppe Vella. Tra alti e bassi, la Banda musicale di Sommatino, ebbe un nuovo slancio negli anni '70, fino a quando il corpo bandistico fu completamente sciolto. Alle vicende e agli aneddoti del Corpo bandistico di Sommatino, è stato dedicato, dal nostro compaesano, il Prof. Salvatore Mosca, un libro dal titolo "Mastro Bombardino" pubblicato nel 1987. Rinata agli inizi degli anni '90, la neo banda musicale di Sommatino, si è costituita in Associazione Culturale intitolata a "Santa Cecilia" protettrice dei musicisti, ed è stata posta sotto la direzione del Maestro Franco Lo Dato. Si può ben affermare che in un momento di stallo culturale, oggi il Corpo Bandistico di Sommatino rappresenta un elemento di freschezza e di bravura, grazie ai suoi allievi, che fanno da fiore all'occhiello della nostra Comunità cittadina.